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Vivere fuori moda

Vivo fuori moda, quasi da sempre. 

Nel mondo degli smartphone in comodato d'uso, io ho ancora il mio vecchio cellulare che cade a pezzi aspettando un prezzo decente per sostituirlo perché odio l'idea di non sentire mio-mio-mio un oggetto che conterrà in realtà buona parte della mia vita. Nel mondo di Netflix, io guardo serie tv la cui prima serie è stata pubblicata prima che io iniziassi ad andare a scuola. Nel mondo dei file digitali e dell'HD, io ho acquistato qualche settimana fa un lettore DVD... neanche un lettore BlueRay, proprio un lettore DVD. Nel mondo dei fashion-blogger, travel-blogger, opinion-blogger e comefacciolacacca-blogger, in cui si tiene un blog solo per guadagnare con le parole ed i blog personali sono considerati inutili, io insisto ancora a tener su questo luogo digitale in cui buttare giù due parole per guadagnare niente più di qualche commento fatto in privato da quella che forse è l'unica persona a leggerlo (e solo sotto minaccia!). Nel mondo della fotografia digitale, in cui Instagram e Facebook hanno sostituito i vecchi album di fotografie e le foto "su carta" sono rare, io ne ho creato uno di quasi 300 elementi selezionando i più bei ricordi degli ultimi anni.

Ecco il punto. 

In dieci anni tante persone hanno incrociato il mio cammino. Ogni volta che qualcuno decideva di andarsene dopo essermi stato amico, o aver finto di farlo, le domande che mi tormentavano erano sempre le stesse. Perché? Perché di nuovo? Perché a me? Cosa è successo? E, soprattutto, cosa c'è di così tanto sbagliato in me se chiunque mi conosce bene dopo un po' decide di andare via? Domande inutili, che servivano solo a distruggere la mia sanità mentale e il mio fegato. Domande a cui nessuno avrebbe mai dato una risposta. Domande che ancora di tanto in tanto mi tornano in mente e a cui forse, un giorno, saprò rispondere.

Ma non oggi. 

Sarà il freddo che ha bloccato i neuroni, la troppa camomilla presa per cercare di combattere l'insonnia o il profumo della Yankee Candle che brucia accanto al mio letto, ma stasera di quello che è successo nel passato non me ne frega nulla. Se qualcuno ha deciso di andare via, se ha creduto che la sua felicità fosse possibile o migliore lontano da me, se voleva semplicemente cambiare aria... amen! Ben venga! Vi voglio bene, vi volevo bene, vi ho voluto bene. Usate qualsiasi tempo verbale crediate opportuno, ma il succo è che - citando Olaf - "l'amore è mettere il bene di qualcun altro prima del tuo" e se stare lasciarmi vi ha fatto felice, sono felice per voi. 
Ci sono stati momenti in cui vi ho odiato, in cui ho pensato che senza di voi non sarei riuscita a riprendermi e ad andare avanti, ma ehi sapete la novità? Sono ancora viva, sono andata avanti.

Un pensiero un po' egoista, forse, ma dopo tutto lo è stato l'intero anno. Una parola un po' forte, probabilmente, specialmente perché l'accezione negativa del termine è quello per cui viene più spesso utilizzato. Il 2016 non è stato l'anno perfetto, ma quale anno lo è del tutto? Sono capitate cose brutte, incomprensioni, separazioni, le crisi d'ansia che si ripresentano, perfino il mio fisico mi si è rivoltato contro più di una vola. Ma le cose belle non sono mancate, anzi, sono state più che abbondanti. Un enormità di belle esperienze si sono aggiunte al mio bagaglio, alcune delle quali desideravo da tanto, troppo, tempo. Ho visitato posti stupenti, ho mangiato schifezze buonissime, ho concluso decine di serie TV, ho letto il mio primo "libro al buio" ed il mio primo fumetto, ho conosciuto persone fantastiche che mi hanno insegnato molto anche in pochissimo tempo. 
Soprattutto, cosa più importante di tutte, ho condiviso tutto questo insieme alle persone più importanti della mia vita. 

Una delle cose più strane che mi sia mai successo è che quest'anno mi sono piaciuta. Rischio di tirarmele addosso, come è già successo qualche anno fa, per cui cerco di non soffermarmi più di tanto su questo pensiero... ma se i 358 giorni appena passati ritornassero, non potrei lamentarmi!

Dall'inizio di questo post non ve l'aspettavate che fosse uno dei miei pallosi riassunti dell'anno trascorso, vero? Sono un genio!

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