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Visualizzazione dei post con l'etichetta movie life

#MovieLife - 9 - Verde... Rabbia?

Correvano gli anni Sessanta. Mentre in Italia si assiste al "miracolo economico" e la Guerra del Vietnam è alle porte, l'America lotta (almeno una parte di essa) ancora con il suo lato più oscuro e meschino. Lotta che a tutt'oggi non si può dire del tutto vinta... e non solo in America. È questo il clima in cui si svolge Green Book. Tratto da una storia vera, il titolo prende il nome da uno di quegli oggetti che oggi farebbe rabbrividire la maggioranza: un libretto verde che elencava alberghi e locali per afroamericani. Sì, perché ci troviamo nell'America, specialmente nel profondo Sud, è ancora piena di razzismo, odio, discriminazione e ipocrisia. In realtà il libro era ben visto dagli afroamericani in quanto permetteva loro di viaggiare essendo a conoscenza di quali potessero essere i luoghi per loro sicuri, in cui non avrebbero rischiato pestaggi. Il protagonista, Don Shirley, è un pianista, il più bravo su piazza, che parte per una tournée proprio tra...

#MovieLife - 8 - Ricordati di non dimenticare

Durante i corsi di fotografia, solitamente viene insegnata un principio base che aiuta a relazionarsi meglio con le arti visive e a creare dei prodotti di qualità, siano esse fotografie, video o lungometraggi (animati e non). Il principio base è di dosare in modo appropriato il calore per trasmettere in modo più preciso le emozioni che desideri far passare. Sì, il calore non il colore. O meglio, il calore del colore. La temperatura del colore è facilmente spiegata da un esempio banale: il fuoco è rosso, il ghiaccio è azzurro. Tutti i colori che virano all'azzurro o hanno una forte composizione azzurro/blu sono freddi, mentre i colori che invece virano al rosso/arancione/giallo sono colori caldi. Solitamente i primi vengono utilizzati per esprimere o imprimere in chi guarda sensazioni placide, calme, perfino tristi e solitarie, mentre i secondi trasmettono emozioni e sensazioni forti, d'impatto. Ecco, perché tutto questo giro immenso di parole inutili, vi starete chiedend...

#MovieLife - 7 - Vinci il pregiudizio

Andare al cinema a vedere un cartone, può essere uno strazio. Devi combattere con bambini urlanti e genitori maleducati che credono di potersi comportare esattamente come farebbero nel salotto di casa, se non peggio. Eppure non desisto! La Disney merita di essere vista ed apprezzata al cinema. Lo merita ancor di più quando, oltre a un magnifico lavoro di animazione nel lavorativo senso della parola, viene fuori con trame che fanno riflettere. Oggi parliamo, quindi, di Zootropolis. Eliminiamo per prima la parte delle lodi super meritate al reparto tecnico che mi ha davvero lasciato senza fiato. L'enorme problema che i disegnatori/animatori hanno dovuto affrontare è semplice da spiegare e comprendere: tanti peli! Sì, può sembrare stupido dire così, ma sapete cosa ci vuole per disegnare/modellare/animare un animale in 3D pieno di peli? E se questo animale deve essere quanto più realistico possibile ma allo stesso tempo deve anche essere antropomorfizzato, le cose si complicano notev...

#MovieLife - 6 - Freud spiegato da una cartone

Avete mai studiato Freud? Personalmente non l'ho molto approfondito, ma ho sentito spesso parlare delle sue analisi. Una delle più famose è sicuramente quella della distinzione tra Es, Io e Super Io. Inside Out sviscera queste teorie freudiane in forma cartoon. E so che può sembrare strano e pazzesco, ma chi l'ha già visto sa quanta verità ci sia dietro questa frase... Pur non rinunciando al divertimento che viene comunque assicurato, la Pixar torna a colpire con un cartone più per gli adulti che per i bambini. L'aver rappresentato le emozioni che si trovano al "pannello di controllo" della personalità con personaggi buffi che interagiscono tra loro, farà entrare questo film nei cuori dei più piccini, ma il vero e più profondo significato è diretto a chi piccino non è più. Spinge lo spettatore, infatti, a riflettere sulle dinamiche emotive, proprie e altrui, cui non ci si era mai soffermati prima. Gioia si crede fondamentale per la felicità della bambina, reprim...

#MovieLife - 5 - One day I'll fly away

Mi piacciono i musical. Trovo che, grazie all'impatto emotivo della musica, riescano a scendere più in profondità rispetto a un classico film in cui si susseguono solo immagini. O per lo meno lo fanno quando si fanno le scelte giuste... Moulin Rouge è un esempio di film-musical che riesce a coinvolgermi ogni volta. Il trash, l'esasperazione di Parigi nel suo periodo bohémien. Tutto il film è cosparso di quest'aura che ti fa sorridere e, a tratti, ti lascia perplesso. L'argentino narcolettico, lo Spettacolo Spettacolare e poi gli sfarzi e la lussuria del Moulin Rouge. Ma fin da subito viene intravista la verità. Contrapposto a questo finto mondo fatto di luce, risate, amore, diamanti e soldi (serperati o ricercati), c'è un mondo di ombre e dolore che sta dietro le quinte... Non dico che dietro Moulin Rouge ci sia stato chissà che lavoro per nascondere strani significati o morali, ma io qualche simbologia ce l'ho vista. Il Duca, ad esempio. L'ostacolo all...

#MovieLife - 4 - Fast For Paul

Ricordo la prima volta che ho visto Fast and Furious. Parlo del primo capitolo, ovviamente. Era il 2001 ed io avevo dodici anni. Dodici anni! Ero un piccolo maschiaccio senza tette ma con le trecce. Vin Diesel (che per me ai tempi era "quello di Pitch Black") e Paul Walker (sconosciuto che diventò per me "il biondino di Fast and Furious") in un mix con auto veloci, brivido e musica hiphop: cosa volere di più? Poi la saga è andata avanti, con un secondo capitolo un po' sottotono (senza Vin non si canta messa!) e un terzo capitolo che ho odiato fino a qualche settimana fa perché troppo "fuori linea". Dal quarto, la svolta. I filmetti di auto e culi (perché, diciamocelo chiaramente, ci sono più culi che auto in quei tre film) si sostituiscono a film con una trama action e che trapelano di devozione verso l'amicizia, alla "famiglia", quella che ti costruisci e per cui daresti tutto. Poi arriva il settimo capitolo. Tutti attendono la fine...

#MovieLife - 3 - 50 sfumature di valutazioni [#BookSoul - Extra]

Bene. Finalmente è arrivato il momento. Avete letto opinioni su opinioni, giudizi su giudizi, recensioni su recensioni per questo "caso cinematografico - letterario". Il mondo pare essersi quasi equamente diviso tra colo che urlano al capolavoro di una vita e quelli che cercano di strapparsi gli occhi dopo essere usciti dal cinema (o aver chiuso la finestra dello Streaming). Adesso tocca a me... In totale sincerità non ho mai voluto leggere i libri e ancor meno avevo il desiderio di vedere il film, nonostante la mia passione per Jamie Dornan. Avevo sentito quel poco che mi bastava per decidere in cuor mio che quello non era un libro per me e che il film mi avrebbe fatto schifo: Una tizia aveva fatto i soldi scrivendo = la odio Ha scritto una fanfiction di Twilight = odio profondo L'ha trasformata in una storia sadomaso = schifo Poi ho deciso di mettere da parte tutti i miei preconcetti e di dare a tutto questo una possibilità di difesa. Volutamente ho ignora...

#MovieLife - 2 - Il rimpianto di una Geisha

Che "il libro è sempre più bello del film" lo sanno tutti. Sarà anche una frase stereotipata, ma è uno dei luoghi comuni più veri che esistano. Per motivi che variano da libro a libro (e, di conseguenza, da film a film) la carta stampata ha sempre quel quid in più: la storia viene completamente stravolta, manca proprio la nostra scena preferita, c'è quel personaggio in più e quello descritto male, quella scena poteva essere fatta meglio... La colpa è sempre di qualcuno: di quell'attore che non sa recitare, del registra che non sa gestire le inquadrature, dello scenografo che ha osato immaginare quella stanza o quel paesaggio in modo diverso da noi. Il fatto è che quando leggiamo siamo noi a decidere e non ci piace che qualcuno stravolga le nostre decisioni. Ci affezioniamo alla nostra immaginazione e alla magia che ha creato fondendosi con l'arte dello scrittore. Tutto questo enorme giro perché ho recentemente vissuto la delusione del "ho finito il libro e a...

#MovieLife - 1 - Il lupo: il "pelo" e il vizio.

Venerdì, ora di pranzo. Il cellulare squilla insistentemente. Motivo? Cinema stasera? Inizialmente tentenno. Dopotutto stasera c'è la serata cover a Sanremo, la proclamazione del vincitore delle Nuove Proposte e c'è anche Brignano. Alla fine però, visto e considerato il film in questione, decido di andare.  Il delirio. Il film in oggetto è The Wolf of Wall Street . In breve, la storia di come un apprendista broker, ingenuo e con voglia di fare regali alla mogliettina che lavora come estetista, si ritrova senza lavoro ed inizia a costruire il suo Impero " vendendo merda agli uomini della merda ". La sua vita calma e genuina diventa un tormento di dipendenze: soldi, droghe, sesso ...tutto è spinto all'eccesso e ancora oltre.  Il delirio. Questo film può dividersi quasi nettamente in due parti. La prima è quella del " spacchiamo i culi non ci ferma nessuno ". La seconda è quella del " ora il culo lo spaccano a noi ". Tutto in ...