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48 Giorni

48 Giorni. Da esattamente 48 giorni sono chiusa in casa Alcuni hanno iniziato questa reclusione prima di me e hanno passato quota cinquanta, altri stanno già ricominciando a uscire (o non hanno mai smesso) per motivi di lavoro o altri casi straordinari. Nella complessità della nazione, comunque, da mediamente due mesi tutto si è bloccato. Come dice una pubblicità di divani "Siamo fermi". Giusto? Sbagliato? Siamo arrivati al punto di non poter definire più da quale parte della bilancia penda l'ago. Questa clausura ci sta impoverendo. Milioni di famiglie non sanno realisticamente per quanto potranno fare la spesa per la propria famiglia. Gli aiuti promessi non sono sempre così reali come si pensa, né così immediati. Non sono sufficienti. Potrebbero essere migliori? Potrebbero essere più veloci? Potrebbero essere più abbonandanti? Molti pensano di sì, ma è normale pensarlo quando sei dalla parte del bisogno, quando hai paura di non poter mettere il pane in tavol...

#MovieLife - 9 - Verde... Rabbia?

Correvano gli anni Sessanta. Mentre in Italia si assiste al "miracolo economico" e la Guerra del Vietnam è alle porte, l'America lotta (almeno una parte di essa) ancora con il suo lato più oscuro e meschino. Lotta che a tutt'oggi non si può dire del tutto vinta... e non solo in America. È questo il clima in cui si svolge Green Book. Tratto da una storia vera, il titolo prende il nome da uno di quegli oggetti che oggi farebbe rabbrividire la maggioranza: un libretto verde che elencava alberghi e locali per afroamericani. Sì, perché ci troviamo nell'America, specialmente nel profondo Sud, è ancora piena di razzismo, odio, discriminazione e ipocrisia. In realtà il libro era ben visto dagli afroamericani in quanto permetteva loro di viaggiare essendo a conoscenza di quali potessero essere i luoghi per loro sicuri, in cui non avrebbero rischiato pestaggi. Il protagonista, Don Shirley, è un pianista, il più bravo su piazza, che parte per una tournée proprio tra...

Sotto pelle, vicino al cuore.

Interi mesi trascorsi senza riuscire a parlare davvero. E anche adesso so che non lo farò del tutto. Che non potrò farlo. Forse è proprio questo che ha amplificato il senso di oppressione e inadeguatezza. O forse è aver conosciuto la libertà assaggiata in passato che mi manca. Una persona che, non si sa come né perché, riesce a tirar fuori tutto quello che nessuno è mai riuscito a farti dire. Che in un momento in cui nessuno riusciva a starti vicino ti è entrato dentro, a cui ti sei aggrappata come il galleggiante che ti era stato strappato via tempo fa, in un abbraccio disperato come quelli dei quadri di Schiele. Che ti ha fatto sentire allo stesso tempo svuotata e protetta, in una bolla di vetro. Che è esplosa. Che fai finta ci sia ancora. Ma che non esiste più. Ti sei rimboccata le maniche e hai tratto il meglio da quello che hai passato, di nuovo. Ne sei uscita più forte, un leone come non ti eri mai senta. Un po' più grande, un po' più tua. Ma poi ci hai sbattu...

#Serialize - 7 - Chi ha ucciso Hannah Baker?

Una sola avvertenza: spoiler in arrivo. Adesso, dritti al punto. Tredici (originariamente,13 Reasons Why) è una serie statunitense del 2017 creata da Brian Yorkley basata sul romanzo 13 dello scrittore Jay Asher​. Finora (e speriamo anche in futuro, ma di questo discuteremo in seguito) ne esiste una sola stagione di (guarda caso) 13 puntate da circa 50 minuti l'una: dieci ore circa, poco più di una notte insonne.  La trama, per quanto agghiacciante, è semplice da raccontare. Hannah Baker si è suicidata, gettando i genitori nello sconforto e creando nella sua scuola il tipico allarmismo di quando si cerca di "fare in modo che non ricapiti a nessun altro". In questo clima di ipocrisia e vera tristezza, Clay trova un pacco sulle scale di casa. All'interno sette cassette registrate da Hannah in cui la ragazza spiega i tredici motivi che l'hanno spinta a uccidersi, ognuno identificato con una persona che ha malamente intrecciato il suo cammino. Un macabr...

#Serialize - 5 - Tu quoque, Rome!

Non sono un'appassionata di Storia, non l'ho mai studiata con piacere. Eppure c'è sempre stato un momento storico che mi ha affascinato: l'epoca Romana. Pericolosa, sporca e ignorante... ma anche tanto affascinante! Per questo quando ho scoperto dell'esistenza di Rome, sono corsa a guardarla! Rome (una delle poche serie che non sono state sfregiate dall'adattamento italiano, almeno nel nome, che è stato mantenuto semplicemente Roma), è una serie prodotta da HBO, BBC e Rai Fiction ed è stata girata negli studi di Cinecittà. In Italia è stata trasmessa dal 2006 al 2009, per 2 sole stagioni e un totale di 22 puntate ognuna di 50 minuti: poco più di 18 ore, potete guardarla tutta d'un fiato e andare a letto avendola finita in un sol giorno (cosa che ho fatto io, più o meno). Il numero ridotto di episodi si deve all'elevato costo che la distingue come una delle più costose della storia, per l’accurata ricerca dei particolari, sia per quanto riguarda i c...

L'età dei giochi

" Quando hai solo diciott'anni quante cose che non sai ...quando hai solo diciott'anni forse invece sai già tutto non dovresti crescer mai ", così canta Ligabue nella sua Lettera a G. E forse non me ne sono mai resa conto così tanto come in questo periodo. Credo che arrivi un momento nella vita qualsiasi di un essere umano in cui ti rendi conto che l'età dei giochi è finita e che le favole non esistono. Quando hai diciottanni non c'è niente che ti può fermare, vai come un treno senza fermate che passa per tutte le pazzie che ti vengono in testa. Fai le tue cazzate, le tue esperienze. Becchi le prime botte in testa per amore e passi la notte a piangere e i pomeriggi avvolto nel piumone al buio. Non vuoi studiare perché nessuno mai nella vita ti chiederà di trovare la x dell'equazione. Fissi in testa quell'esempio di ragazzaccio che vorresti essere, strafigo, che fa quello che vuole e se ne frega delle regole. Ok, forse adesso l'età media p...