Passa ai contenuti principali

Post

#Serialize - 5 - Tu quoque, Rome!

Non sono un'appassionata di Storia, non l'ho mai studiata con piacere. Eppure c'è sempre stato un momento storico che mi ha affascinato: l'epoca Romana. Pericolosa, sporca e ignorante... ma anche tanto affascinante! Per questo quando ho scoperto dell'esistenza di Rome, sono corsa a guardarla! Rome (una delle poche serie che non sono state sfregiate dall'adattamento italiano, almeno nel nome, che è stato mantenuto semplicemente Roma), è una serie prodotta da HBO, BBC e Rai Fiction ed è stata girata negli studi di Cinecittà. In Italia è stata trasmessa dal 2006 al 2009, per 2 sole stagioni e un totale di 22 puntate ognuna di 50 minuti: poco più di 18 ore, potete guardarla tutta d'un fiato e andare a letto avendola finita in un sol giorno (cosa che ho fatto io, più o meno). Il numero ridotto di episodi si deve all'elevato costo che la distingue come una delle più costose della storia, per l’accurata ricerca dei particolari, sia per quanto riguarda i c...

Se vuoi star bene, viaggia.

Io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. La gran cosa è muoversi, sentire più acutamente il prurito della nostra vita, scendere da questo letto di piume della civiltà e sentirsi sotto i piedi il granito del globo. (Robert Louis Stevenson) Quest'anno ho viaggiato tanto, molto più di quanto abbia fatto nel resto della mia vita sommando tutti i viaggi fatti al di fuori del 2016. Non sono andata chissà dove né per chissà quanto tempo. Non sono uscita dall'Italia e non sono stata mai fuori per più di quattro giorni. Ma per quanto vicini e brevi, quei viaggi si sono dimostrati, al minimo, un ottimo anti-stress. Mi hanno regalato emozioni, luoghi, cultura, arte, paesaggi, fotografie mentali che non potrò mai dimenticare. Mi hanno fatto scoprire che posso trovare un posto dove mettere (momentaneamente) radici ovunque io sia. Mi hanno fatto scoprire una città da amare, da vivere, un enorme luogo in cui nascondersi per riprendere fiato. Mi ha...

#Serialize - 4 - Blog your life

Non sempre si riescono a capire le nostre scelte. Non sempre riusciamo a comprendere cosa ci piace e perché. A volte, invece, lo sappiamo anche se vorremmo non saperlo. A me è successo questo con la serie TV di cui parlo oggi... estremamente a caldo dato che ho appena concluso l'ultimo episodio. L'avevo inserito nella mia lista "to-see-soon" anni fa. Sì, non l'ho visto proprio così "soon" come avrei sperato. In quel periodo amavo la mia lista dei "to-see-soon", così tanto che inserivo qualsiasi film o serie di cui avessi sentito il titolo più di due volte (...e se ve lo state chiedendo, no, non l'ho ancora conclusa, forse non sono neanche a metà!). Nonostante l'avessi inserita in lista, comunque, c'era sempre qualcosa che mi tratteneva dall'iniziarla: c'era sempre una serie più figa da iniziare, una stagione nuova che arrivava, un consiglio che mi gasava. E lei rimaneva nello scantinato. Forse perché in realtà aspettava il p...

Vivere fuori moda

Vivo fuori moda, quasi da sempre.  Nel mondo degli smartphone in comodato d'uso, io ho ancora il mio vecchio cellulare che cade a pezzi aspettando un prezzo decente per sostituirlo perché odio l'idea di non sentire mio-mio-mio un oggetto che conterrà in realtà buona parte della mia vita. Nel mondo di Netflix, io guardo serie tv la cui prima serie è stata pubblicata prima che io iniziassi ad andare a scuola. Nel mondo dei file digitali e dell'HD, io ho acquistato qualche settimana fa un lettore DVD... neanche un lettore BlueRay, proprio un lettore DVD. Nel mondo dei fashion-blogger, travel-blogger, opinion-blogger e comefacciolacacca-blogger, in cui si tiene un blog solo per guadagnare con le parole ed i blog personali sono considerati inutili, io insisto ancora a tener su questo luogo digitale in cui buttare giù due parole per guadagnare niente più di qualche commento fatto in privato da quella che forse è l'unica persona a leggerlo (e solo sotto minaccia!). Nel mond...

#LIGAVISIONE - 7 - Ciò che rimane di noi

La vita è una ruota che gira composta da cicli che ricominciano in continuazione. Tutti, in un modo o nell'altro ci aiutano a vivere... o a sopravvivere. Il mio è chiaro da tempo. Ricevo una coltellata alle spalle, vengo lasciata sola all'improvviso senza un apparente motivo. Giuro di non dare mai più fiducia a nessun essere umano. Conosco una persona, beh dai è simpatica, ma non farò mai più le stesse cazzate, non permetterò più a nessuno di farmi del male. Poi passa il tempo e, quasi quasi, sembra diversa da tutte le altre, sembra volermi bene davvero, mi aprirò appena un po' in più. E poi ancora un po' in più. E poi, sì è diversa, è impossibile che possa mai ferirmi. Apro le porte, abbasso il ponte levatoio, la faccio entrare nel mio cuore. Mi fido, le racconto chi sono, le faccio vedere le mie fragilità. Mi diverto, sono tranquilla, mi sento bene. Finché un drago invisibile non arriva di nuovo a bruciare tutto e mi ritrovo di nuovo sola con un coltello in mezzo all...

#BookSoul - 11 - Inferno [Dan Brown]

Inferno Dan Brown Il Robert Langdon che si sveglia in una stanza d'ospedale, stordito, sedato, ferito alla testa, gli abiti insanguinati su una sedia, ricorda a stento il proprio nome, non capisce come sia arrivato a Firenze, chi abbia tentato di ucciderlo e perché i suoi inseguitori non sembrino affatto intenzionati a mollare il colpo. Barcollante, la mente invasa da apparizioni mostruose, il professore deve scappare. Aiutato solo dalla giovane dottoressa Sienna Brooks, soccorrevole, ma misteriosa come troppe persone e cose intorno a lui, deve scappare da tutti. Comincia una caccia all'uomo in cui schieramenti avversi si potrebbero ritrovare dalla stessa parte, in cui niente è quel che sembra. Leggere Inferno mette quasi voglia di prendere in mano la Divina Commedia.  Brown torna a colpire nel segno con una storia avvincente in cui mantiene il giusto equilibrio tra ritmo e pausa. Una storia raccontata " al contrario ", a partire dalla p...

Ma che c'ho scritto Giocondo in fronte?

Mi sono sempre chiesta da dove venisse questo detto. L'ho sempre collegato alla Monna Lisa con quel sorrisetto un po' scemo in faccia. Ho scoperto di non essermi allontananta troppo dalla realtà. In effetti il detto viene dal significato della parola "giocondo" in Toscana che identifica una persona sciocca. Tradizionalmente, il detto si applica a chi ha la reputazione o che si dimostra pocoo furbo, un fessacchiotto che si può facilmente raggirare. Io, però, ho sviluppato una nuova frontiera in questo campo, sono salita di livello, ho innalzato la sua qualità. In parole povere e spicciole, io non ho "giocondo" scritto in fronte, no. Io cammino da quasi trentanni con un cartello di 4 metri quadre appeso al collo con una scritta lampeggiante in font-size 180 che recita all'incirca " Cercasi Bidone " (la prima versione della scritta era troppo volgare per essere pubblicata, vi dico solo che si basava sulla richiesta di essere impalati per orifizi ...